Ultimi articoli:

Ciao a tutti!!!

Questa volta il Presidentissimo mi ha incaricato di stendere un breve resoconto dell’esperienza che alcuni di noi hanno vissuto alla “Granfondo Liegi-Bastogne -Liegi”.  Sono un “uomo di numeri e di poche parole” e temo per questo  il confronto con il nostro inviato speciale della domenica Ioani Segato e con la First Lady che mi ha preceduto nel resoconto dalle Fiandre.

Debbo dire che per me l’avventura, venerdì mattina, non è cominciata nel migliore dei modi.  Infatti,  all’arrivo in aeroporto a Treviso, un simpatico “bastardo” mi avvicina e dice: – “Meno male che essendoci tu non sono il più vecchio della compagnia!”.  A quel punto credo di aver capito cosa prova il Primario, di cui tutti sentono la mancanza (soprattutto quando dalle  Cadoline c’è da farsi servire  le olive) ed a cui uniti  auguriamo un pronto  ritorno in gruppo. La battuta sull’età  non mi ha di certo, sul momento, entusiasmato, ma penso positivo (come Jovannotti) e mi focalizzo , invece, su  altri due nostri grandi  amici di ruota, il Post-man e Pace.  Credo di interpretare il pensiero di tutti augurando anche a loro  un rientro veloce in squadra.

Passo ora a raccontarvi l’avventura della Granfondo svoltasi il sabato.

Dopo abbondante colazione, ci avviamo compatti alla partenza  e già capisco che sarà una giornata dura:  la partenza si trova “in alto” con 1 km. e più di salita.

Ritirato il nostro numero e  con la grossa incognita meteo,  ci avviamo per  raggiungere il km zero. Tempo due curve e già abbiamo la foratura di Paolo Trento, il quale assieme ai suoi “soccorritori” ci recupera proprio al km. zero, posto all’inizio delle mitiche Ardenne. Passano neanche due minuti e… altra foratura. È la volta di Roberto Brotto, e siccome le disgrazie non vengono mai da sole, a ruota (si può dire????), Giove pluvio scatena un acquazzone tremendo e molti, seppur già bagnati, trovano un riparo di fortuna.

La corsa riprende nel giro di 10 minuti e prosegue senza intoppi, ma con strade bagnate, sino al primo ristoro, ben fornito  di ottime cialde BELGHE al miele, che a ben guardare la confezione risultano essere prodotte a Torino. Nonostante le intemperie e l’incertezza del tempo si decide di proseguire (ci sarebbe l’opportunità di deviare verso il  percorso corto) spronati dal Presidente il quale ci incita coniando il motto “NON PRENDO L’ACQUA PER ANDARE A CASTELCUCCO,  MA QUI SIAMO ALLA LIEGI”. Come dire che l’acqua non è uguale dappertutto!!!

Sempre su asfalto fradicio proseguiamo tutti in gruppo sino alla prima cote: l’Ancienne Barrière. Arriviamo quindi al Col de Rosier e dopo un km circa tocca al sottoscritto forare. Si fermano con me il Presidente e Ale Ferracin  (a loro sarò eternamente riconoscente). Ale mi cambia per ben  due volte la camera d’aria. Durante la sosta forzata, siccome non vogliamo farci mancare nulla (siamo o non siamo nell’inferno del nord?), oltre a piovere, seppur per poco,  si mette anche a grandinare. Riparato il guasto si riparte alla rincorsa degli altri. Fa freddo, ma dopo la discesa troviamo Walter Milani e Paolo Trento che ci fermano per un caffè bollente al bar di un distributore di benzina. Non sappiamo perché ma questo caffè belga ci sembra buonissimo.

Ripartiamo, ora c’è il sole, e il nostro piccolo gruppo (io, Il Presidente, il Professore, Mylander, Gianni Conte, Massimo Marin, Ale Ferracin, Ioani Segato, Orfeo e Luca Forner)  in fila si beve il “Col du Maquisard” e “Mont Theux” dove, ad aspettarci,  troviamo anche Giancarlo e tutti insieme arriviamo al successivo ristoro. Dopo breve sosta mi avvantaggio per scalare la mitica Redoute e per scattare a miei compagni di avventura una foto ricordo del loro passaggio.

Mancano ancora circa 45 km. all’arrivo. Compatti scaliamo anche la “Roche aux Faucons” e arrivando presso la “Cote de Saint-Nicolas”, luoghi e nomi che appartengono alla leggenda del ciclismo penso che  oramai è fatta e non può accadere più nulla. Invece, il cielo ci regala l’ultimo scroscio d’acqua e gli ultimi km li percorriamo sotto la pioggia.

Dalla partenza sono passate 7 h. 59 min. e 58 sec. di pedalate (certe cose non si dimenticano) percorrendo 170 km. e 2700 metri di dislivello.

Arriviamo  in albergo, ora la corsa è proprio finita!!!

 È stata una GRANDE  e indimenticabile giornata e la cena offertaci dagli amici di Veltec ne è la degna conclusione.

Questa è la cronaca della corsa, vista per una volta dalle retrovie, anche se non di una corsa vera si è trattato.

Devo, inoltre, aggiungere che in questo breve resoconto, purtroppo,  è impossibile raccontare della complicità, delle battute, degli sfottò, delle risate  e di tutto quello che rende bello e speciale lo stare insieme. Per questo,  ringrazio tutti i miei compagni di avventura, nella speranza e nella certezza che ci saranno  altre occasioni per condividere la grande passione per la bicicletta che ci accomuna.

Concludo, altrimenti mi contraddico sul fatto che sono di poche parole, scusandomi con chi dei miei compagni non ho nominato ed augurando a tutti di ripetere o provare l’esperienza,  magari già il prossimo anno alla AMSTEL GOLD RACE (le compagne sono avvisate).

Grazie a tutti voi.

Fabio Lando

Ciao a tutti,

stavolta tocca a me fare il compito per casa, argomento “WEEK END ALLE FIANDRE”.

Vorrei  iniziare subito dal mattino di sabato 30 Marzo  quando, per la prima volta e non so se sperare sia anche l’ultima, ho dovuto “aggredire” (usando un termine del presidente) il GIRO DELLE FIANDRE.

Un’esperienza devastante ed eccitante allo stesso momento, con un clima freddo e nebbioso, ma pieno di emozioni bollenti ed estreme. Non vi posso spiegare (ma sono sicura che più di qualcuno mi capisce)cosa ho provato quando ho visto il Koppenberg, il primo muro (e non c’è parola più adatta per definire un tale tipo di SENTIERO), in pavè con una pendenza max del 22%: sono rimasta ammutolita (cosa che di solito mi risulta assai difficile), ho comunque provato a fare l’eroina per un centinaio di metri ma, appurato  che gran parte dei ciclisti salivano a piedi e, visto che si parla di LEONE DELLE FIANDRE dovevo proprio io fare la LEONESSA? :-) Potete già immaginare la mia autorisposta: NOOOO….. e così, in modo molto dignitoso, ho staccato le scarpe dai pedali e le ho appoggiate a terra per iniziare la mia bella camminata. Singolare anche l’impresa per risalire in bici, non riuscivo a stare in equilibrio, per fortuna lungo il percorso ci sono dei baldi giovanotti settantenni che danno una mano a salire in sella e una bella spinta per ripartire senza incorrere in capitomboli. Il resto del  percorso è stato comunque un’Odissea, ma ho tenuto sempre duro, solo all’ultimo muro il Paterberg (sempre con pavè e pendenza max 20,3%) ho fatto un’altra bella passeggiata. Mi sono comunque sentita una campionessa, anche perché prima delle Fiandre ho fatto solo quattro uscite in bici, naturalmente sempre accompagnata dalle mie amiche scatenate, soprattutto Benedetta, Bianca, Patrizia e la mia best  friend  SUPER DIANA che, con la sua potenza, mi riduce sempre ad uno straccio.

Altre belle esperienze sono state  protagoniste di questo fantastico  week end: la compagnia di Guadalupe (mia seconda sorella), Francesca ed Enrico; tutta l’equipe della Lampre/Wilier, composta da ragazzi molto simpatici e disponibili, che hanno “tirato” la mia bici come un gioiello, con copertoncini adatti al percorso e vi assicuro che era la più bella tra le belle (me l’hanno confermato perfino loro)!  :-) Abbiamo visitato delle splendide località come Gent, Kortrijk e Brugge, e il tempo, nonostante il freddo, è stato clemente visto che non ha mai piovuto.

Ah! Dimenticavo! Devo ringraziare anche il presidente, infatti devo soprattutto a lui questa trasferta, e a pensarci  bene, se sarò brava e obbediente, mi porterà ancora a vivere qualche bella avventura …….così dopo ve la racconterò.

Baci, alla prossima puntata (spero) e Buona  Pasqua a Tutti!!!!!!

Monica Falvini

Su e giù pei monti… anzi per il Montello

 
 
La giornata non è magnifica, ma non piove e tanto ci basta.
E  non serve nemmeno mettere gli occhiali da sole… Vedete? Se cerchiamo un lato positivo delle cose, lo troviamo sempre, l’importante è partire…anche per non sentire Mirco e Giancarlo discutere di calcio, che adesso tocca alla bici 
Siamo più di quaranta, proprio un [...]

Monteberico

Vista l’assenza di Ioani “Savoldelli” Segato oggi tocca a me, Davide “Cassani” Zugna, fare la cronaca della domenica in seno al Team Wilier!
 E’ una domenica soleggiata e frizzante quella che aspetta il centinaio di ciclisti, tutti rigorosamente in divisa invernale Wilier, per l’uscita di Monteberico.
Manca il mitico “PACE” in ospedale per una frattura al tallone, da [...]

Piove….la gatta non si muove…ma il ciclista ottimista parte comunque

Il titolo già vi racconta la storia dell’uscita di domenica.
Si parte in barba alle previsioni   e visto che il tempo tiene , in direzione di Valdobbiadene e del Combai ma sulla strada veniamo sorpresi dalla pioggia (…si fa per dire, il meteo dava una probabilità di pioggia tra 80 e 100%, altro che sorpresa!) prima [...]

Il Mucchio Selvaggio!

Ragazzi che colpo d’occhio! Una cinquantina di ciclisti attrezzati di tutto punto, con le divise invernali nuove fiammanti ricevute all’iscrizione. C’è chi può e chi no. Noi…può! 
La giornata è giusta, aria leggera, temperatura gradevole.
Qualche chiacchera tra amici alla partenza ci vuole, si salutano soprattutto quelli che durante l’inverno hanno fatto scarico, volenti o [...]